22 set 2026 · Genovino
Il rendiconto finanziario e il documento di bilancio che mostra come si e mossa davvero la liquidita di un'azienda in un esercizio, a differenza del conto economico che ragiona per competenza. In Italia e obbligatorio per le societa che redigono il bilancio in forma ordinaria, secondo l'art. 2423 c.c. e il principio contabile OIC 10, mentre la maggior parte delle PMI italiane ne e formalmente esonerata. In questa guida vediamo come si costruisce, quale metodo scegliere e perche tenerlo aggiornato a mano diventa complicato appena crescono le fonti dei dati.
Il rendiconto finanziario e il documento di bilancio che spiega come e cambiata la liquidita di un'azienda nel corso dell'esercizio: non se l'azienda ha generato utile, ma se e come quell'utile si e tradotto in cassa disponibile. E la domanda di chi si trova con un conto economico in utile e un conto corrente in tensione: dove sono finiti i soldi.
La differenza rispetto al conto economico e strutturale, non di dettaglio. Il conto economico segue il principio di competenza: registra ricavi e costi nel periodo a cui si riferiscono, indipendentemente da quando viene incassato o pagato l'importo. Il rendiconto finanziario segue il principio di cassa: registra i flussi quando la moneta entra o esce davvero. Un'azienda puo chiudere l'esercizio con un utile netto positivo e, nello stesso periodo, avere ridotto la propria liquidita, per esempio perche ha investito in magazzino, ha allungato i tempi di incasso o ha rimborsato un finanziamento. E esattamente questo scollamento che il rendiconto rende visibile.
In Italia il rendiconto finanziario non e facoltativo per tutte le imprese. L'art. 2423 del Codice Civile, come modificato dal D.Lgs. 139/2015, elenca i quattro documenti del bilancio d'esercizio: stato patrimoniale, conto economico, rendiconto finanziario e nota integrativa. E quindi un documento obbligatorio, non un allegato accessorio.
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Apri un conto gratuitoL'obbligo, pero, non riguarda tutte le societa di capitali. Sono esonerate le societa in bilancio abbreviato ai sensi dell'art. 2435-bis c.c. (due esercizi consecutivi entro due dei tre limiti: attivo 5.500.000 euro, ricavi 11.000.000 euro, media 50 dipendenti) e le micro-imprese ai sensi dell'art. 2435-ter c.c. (limiti piu bassi: attivo 220.000 euro, ricavi 440.000 euro, 5 dipendenti in media). In pratica il rendiconto e obbligatorio per il bilancio ordinario, mentre buona parte delle PMI italiane ne e formalmente esonerata, pur restando uno strumento di lettura utile proprio per chi gestisce una liquidita stretta.
Il principio contabile di riferimento e l'OIC 10, emanato dall'Organismo Italiano di Contabilita: stabilisce la struttura del documento, i criteri di classificazione dei flussi e i due schemi alternativi di costruzione, di cui parliamo nel paragrafo seguente.
L'OIC 10 prevede due metodi per costruire la sezione relativa ai flussi dell'attivita operativa (le altre due sezioni, investimenti e finanziamenti, si costruiscono allo stesso modo in entrambi i casi).
Il metodo diretto ricostruisce i flussi operativi sommando gli incassi e i pagamenti effettivamente registrati nel periodo: da clienti, verso fornitori, al personale, per imposte. E il metodo concettualmente piu trasparente, perche mostra i movimenti di cassa reali senza passare dal risultato contabile. Il rovescio della medaglia e che richiede una contabilita di cassa granulare, riclassificata per natura del flusso: informazioni raramente gia disponibili in questa forma nella contabilita ordinaria di una PMI, da ricostruire a mano voce per voce.
Il metodo indiretto parte invece dall'utile (o perdita) dell'esercizio e lo rettifica per le componenti che hanno inciso sul risultato senza generare un movimento di cassa (ammortamenti, accantonamenti, plusvalenze e minusvalenze), poi aggiunge le variazioni del capitale circolante netto (crediti, debiti, rimanenze) e le rettifiche su interessi e imposte. Il risultato e identico a quello del metodo diretto, ma il punto di partenza sono dati gia in bilancio: conto economico e variazioni tra due stati patrimoniali successivi.
Nella prassi italiana il metodo indiretto e nettamente piu diffuso, e per una PMI e quasi sempre la scelta piu praticabile: si costruisce a partire da dati contabili gia disponibili e non richiede una riclassificazione separata della prima nota di cassa. Il metodo diretto resta valido, e in alcuni casi piu leggibile per chi legge il bilancio dall'esterno, ma applicarlo richiede un tracciamento dei movimenti di cassa che, per un'azienda piccola, spesso significa ricostruire a posteriori dati che il gestionale non tiene gia separati. L'indicazione pratica piu comune, quando si parte da zero, e impostare il rendiconto con il metodo indiretto e ricorrere al diretto solo per un'analisi di dettaglio su uno specifico flusso.
Il rendiconto, nel metodo indiretto, non richiede dati diversi da quelli gia nel bilancio: si costruisce confrontando due stati patrimoniali consecutivi e il conto economico dell'esercizio, riclassificando le variazioni in tre aree, come richiesto dall'OIC 10: attivita operativa, attivita di investimento, attivita di finanziamento.
I flussi dell'attivita operativa partono dal risultato d'esercizio, rettificato per imposte e interessi (per isolare la gestione caratteristica), poi per le componenti non monetarie (ammortamenti, accantonamenti al fondo TFR, svalutazioni), e infine per la variazione del capitale circolante netto: la differenza, da un esercizio all'altro, tra crediti verso clienti, debiti verso fornitori, rimanenze e altre voci a breve termine. Qui si misura la parte piu operativa della generazione o del fabbisogno di cassa: un incremento dei crediti commerciali assorbe liquidita anche se fatturato e utile crescono.
I flussi di investimento raccolgono acquisti e vendite di immobilizzazioni materiali, immateriali e finanziarie (macchinari, impianti, software, partecipazioni). I flussi di finanziamento raccolgono le variazioni dei mezzi di terzi (accensione e rimborso di finanziamenti bancari) e dei mezzi propri (aumenti di capitale, dividendi).
La somma algebrica delle tre aree corrisponde alla variazione delle disponibilita liquide tra inizio e fine esercizio, e deve quadrare con la differenza tra cassa e conti correnti a inizio e fine periodo nello stato patrimoniale. Se non quadra, quasi sempre significa che una voce e stata classificata nell'area sbagliata o che una posta del capitale circolante non e stata rettificata correttamente.
Ecco una struttura semplificata con il metodo indiretto, con numeri illustrativi in euro: un esempio costruito a scopo didattico, non un caso reale.
A. Flussi finanziari dell'attivita operativa
B. Flussi finanziari dell'attivita di investimento
C. Flussi finanziari dell'attivita di finanziamento
Incremento delle disponibilita liquide (A+B+C): 26.000. Disponibilita liquide a inizio esercizio: 40.000. Disponibilita liquide a fine esercizio: 66.000.
L'azienda chiude con un utile di 50.000 euro ma genera 64.000 euro di cassa dalla gestione operativa: la differenza e spiegata dagli ammortamenti (che riducono l'utile ma non escono di cassa) e dalla variazione del capitale circolante. Gli investimenti assorbono 33.000 euro, tra rimborsi di debito e dividendi ne escono altri 5.000: il risultato netto e un incremento di cassa di 26.000 euro, che porta la liquidita di fine periodo a 66.000 euro. I numeri sono di comodo: la logica di calcolo, non i valori, e la parte da portare a casa.
Costruire un rendiconto in un foglio Excel funziona, in teoria, finche i dati di partenza restano stabili: uno stato patrimoniale, un conto economico, poche voci da riclassificare a mano. Il problema arriva quando le fonti di quei numeri cambiano forma o si moltiplicano, cosa che succede quasi sempre in una PMI reale.
Un primo punto di rottura e la riconciliazione tra saldo di cassa "teorico" e saldo bancario reale. Se l'estratto conto arriva con ritardo, o un incasso viene registrato in una data diversa da quella del bonifico effettivo, la variazione delle disponibilita liquide calcolata nel rendiconto smette di quadrare con il saldo bancario di chiusura, ed e un errore che in un foglio aggiornato a mano spesso emerge solo mesi dopo, in sede di chiusura.
Un secondo punto e la doppia registrazione tra fatturazione elettronica e incassi. Le fatture alimentano il conto economico per competenza; incassi e pagamenti effettivi, che alimentano il rendiconto, seguono un calendario diverso e spesso parziale (acconti, pagamenti dilazionati, note di credito). Tenere allineate le due dimensioni a mano, foglio dopo foglio, moltiplica le occasioni di disallineamento, specie quando piu persone aggiornano lo stesso file.
Un terzo punto sono gli incassi manuali fuori processo: contanti, bonifici non riconciliati, POS non scaricato. Ogni voce inserita a mano e un punto in cui la variazione del capitale circolante puo scostarsi dalla realta, senza un controllo automatico che lo segnali.
Il risultato tipico e un file che "quadra" solo nel trimestre costruito con piu attenzione, e che richiede revisione manuale ogni volta che cambia una fonte: un nuovo conto, un nuovo gestionale, un nuovo modo di registrare gli incassi. Con un solo conto puo essere sostenibile; quando conti, fonti e persone coinvolte aumentano, il costo di tenerlo aggiornato a mano cresce piu in fretta della sua utilita.
Il rendiconto finanziario, per costruzione, guarda indietro: fotografa un esercizio gia chiuso. Ma la logica con cui riclassifica i flussi in operativi, di investimento e di finanziamento e la stessa che serve per guardare avanti, quando l'obiettivo non e spiegare la liquidita di dodici mesi fa ma stimare quella delle prossime settimane.
E lo stesso impianto concettuale che sta dietro a una previsione dei flussi di cassa a breve termine, per esempio a 13 settimane: invece di ricostruire i flussi da un bilancio gia chiuso, si proiettano in avanti fatture attive e passive gia emesse, scadenze note, incassi attesi. Ed e il tipo di lavoro che, in un modulo di tesoreria pensato per aggiornarsi da solo, si ricalcola a ogni nuovo movimento bancario, invece di richiedere una revisione manuale del foglio di calcolo.
No. E obbligatorio per le societa che redigono il bilancio in forma ordinaria, ai sensi dell'art. 2423 c.c. Sono esonerate le societa che rientrano nei limiti del bilancio abbreviato (art. 2435-bis c.c.) e le micro-imprese (art. 2435-ter c.c.), che in Italia rappresentano una parte consistente delle PMI.
Il rendiconto finanziario e il documento di bilancio, strutturato secondo l'OIC 10, che riepiloga i flussi di cassa generati e assorbiti in un esercizio gia chiuso, suddivisi in attivita operativa, di investimento e di finanziamento. "Flusso di cassa" e un termine piu generico, che indica il movimento di liquidita in un dato periodo e si usa anche per le previsioni, non solo per il rendiconto storico.
L'OIC 10 non impone un metodo unico. Nella prassi italiana il metodo indiretto e il piu diffuso tra le PMI, perche si costruisce a partire da dati gia presenti nel conto economico e nello stato patrimoniale, senza richiedere una riclassificazione separata di ogni incasso e pagamento.
La variazione del capitale circolante netto, cioe crediti, debiti verso fornitori e rimanenze, e una delle componenti principali dei flussi dell'attivita operativa nel metodo indiretto. Un aumento dei crediti commerciali o del magazzino assorbe cassa anche in presenza di utile e fatturato in crescita, ed e spesso la causa piu comune dello scollamento tra utile contabile e liquidita disponibile.